“L’altra faccia dell’amore” di Martina Cappiello

Il sublime infinito dell’Io deve dirmi e darmi un sussulto capace di arrivare a sconfinare i luoghi più profondi di me stessa. Deve raccontarmi un qualcosa di suo, non frasi scontate, ma il suo essere unico e prezioso. Deve essere poeta, pittore, musicista, capace di far vibrare le corde emozionali in ogni dimensione. Devo amare il mio Io con tutte le sue congetture, con la sua storia. Deve essere la sensazione più bella, quella che innesca dentro di me una reazione unica ed imprescindibile da ciò che mi circonda. Solo amando e vivendo pienamente, l’Io, posso farlo diventare un meraviglioso Noi. Con un linguaggio profondo e autentico l’autrice ci parla a cuore aperto dei suoi conflitti interiori.

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“I PRATI DI GIRASOLI” di Simona Sigillo

Per comprendere al meglio chi siamo, per riempire quel vuoto che portiamo dentro e riuscire così ad assimilare tutto ciò che ci circonda, abbiamo bisogno di spazio e di silenzio. L’idea del nostro essere a volte ci limita, ci impedisce di respirare a pieni polmoni l’essenza della vita, ci penalizza e ci canalizza sempre di più in un mondo caotico e rumoroso, quasi sempre imprevedibile, in cui non esiste più il presente e tutto intorno ci appare falsato. Il silenzio allora diventa uno spazio che ci accoglie e assimila tutto ciò che sorge dall’esperienza di esistere: ci restituisce la verità su chi siamo e ci dona una visione reale del mondo. Un silenzio accogliente che si fa contenitore e trattiene ciò che nasce, che sboccia. Attraverso il silenzio la nostra energia si trasforma in ascolto: l’ascolto del respiro, delle sensazioni che fluiscono nel corpo, delle emozioni che sorgono istintive e danno forma alla realtà intorno a noi e dentro di noi. Ma dall’ascolto dei pensieri che sorgono spontaneamente nella nostra mente, possiamo decidere quali lasciare andare e quali invece tradurre prudentemente in azioni appropriate e utili. Saggiamente l’autrice ci parla anche del silenzio pieno, il silenzio tranquillo e pago di sé, che contiene al suo interno un sentimento che cresce, un silenzio fatto di sguardi, di sorrisi e profumi, un silenzio da contemplare e accettare. La cognizione di quello che avviene intorno a noi non sipuò spiegare né intendere razionalmente, è un mistero che esula dai limiti della capacità razionale dell’uomo.

“I PRATI DI GIRASOLI” di Simona Sigillo

Un romanzo tutto da leggere…

I PRATI DI GIRASOLI

Vi stavo dicendo…

“Vi stavo dicendo” di Ottavio Buonomo

Se avessi dato ascolto a chiunque avesse voluto fermarmi, non avrei mai fatto niente nella vita, non sarei diventato un attore e ancor più, non sarei diventato la persona che avrei voluto essere. A un certo punto del mio percorso ho cominciato ad amarmi, a rispettarmi, a credere di più in me stesso. Chi poteva farlo meglio di me? Questo libro non vuole essere un’autobiografia e non vuole essere neanche un libro: nelle pagine che leggerete, troverete ricordi, aneddoti e tanto teatro. Tutto quello che è la mia vita…

“Le due facce di una rosa” di Emanuela Bigi

Giovedì 10 marzo, alle ore 17
Presentazione del libro:
“Le due facce di una rosa” di Emanuela Bigi
L’evento si svolgerà nella Sala Consiliare del Comune di Altamura.

È il primo libro della Trilogia:
“I POTERI DELLO YURKIS”

“LE DUE FACCE DI UNA ROSA” di Emanuela Bigi

@emanuela._.bigi

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“Lo scambio del nulla” di Maria Aprile

Ci si può innamorare di un’idea, di un pensiero, di un desiderio, al punto tale da credere che quell’idea, quel pensiero, quel desiderio, siano reali. E poi, quell’amore diventa quasi una condizione in cui accettarne i relativi compromessi è solo una logica conseguenza. C’è chi beve, chi fuma, chi si droga per farsi del male, ma c’è chi si innamora per lo stesso identico motivo. La debolezza dell’anima non trascende dalla sua stessa forza nell’essere fragile e riconoscere di essere tale. L’attrazione nasce da due poli opposti e contrari, ma soltanto finché non si avvicinano e si scoprono più simili che mai.

Il libro è corredato da un CD audio ed è possibile scaricare l’audiolibro su tutte le migliori piattaforme.

“Il bacio di Klimt” di Francesca Esposito

Nessuno può sottrarsi al destino, tantomeno Francesca Delgado. Per quanto provasse a scappare, la troverà sempre mettendola di fronte a due scelte: arrendersi e accettarlo o sfidarlo e mutarlo.
La protagonista si troverà a cambiare radicalmente la sua vita mettendosi alla ricerca di uno spietato serial killer ossessionato dall’arte, Andrea Riestri, lo stesso che anni prima, mascherato da principe azzurro, l’aveva fatta innamorare. Il destino la condurrà nella città di Napoli che farà da sfondo a terribili delitti e grandi rivelazioni. All’ombra del Vesuvio inizierà la sua corsa contro il tempo, tra punti d’arrivo e luoghi di partenza.

Premio Letterario “Al di là del mare”

Il Circolo ILVA Bagnoli in collaborazione con la casa editrice “Le Parche Edizioni”

istituisce, per l’anno 2021, il seguente concorso:

Premio Letterario
Al di là del mare
di Narrativa e Poesia:

Destinatari e Sezioni del Concorso

Il Concorso, diretto ad autori italiani, è riservato alle opere di Narrativa e Poesia in
lingua italiana e in vernacolo (in quest’ultimo caso dovranno pervenire corredate di
traduzione).
Il Premio si articola nelle seguenti sezioni:

  1. Romanzi Editi
  2. Romanzi Inediti (compreso Raccolte di racconti)
  3. Poesia Inedita
    È ammessa la partecipazione a più sezioni.
    Termini di partecipazione:
    Il termine per la partecipazione al Concorso è il 26 settembre 2021.
    Il bando può essere visualizzato e scaricato sul sito della casa editrice “Le Parche Edizioni” alla pagina Progetti:
    https://www.leparchedizioni.shop/progetti

A tu per tu con Nicoletta Fiori…

Una piacevolissima intervista a Nicoletta Fiori, autrice del libro “Chela”, da parte di Sabina Filice, giornalista e fotografa, sul quotidiano “Corriere dello Spettacolo”.

https://www.corrieredellospettacolo.net/2021/04/29/a-tu-per-tu-con-nicoletta-fiori-dal-12-febbraio-in-libreria-con-il-suo-romanzo-chela/

Nicoletta Fiori, classe 1974, è un’insegnante di inglese e traduttrice, abita a Torino e fin da piccola è stata appassionata di lettura e di scrittura. Si considera una persona aperta di mente e da sempre si è dimostrata curiosa nei confronti del mondo che la circonda, tanto da eleggere come suo hobby principale il viaggiare, come mezzo per scoprire culture diverse e confrontarsi con le stesse, in modo da ampliare i propri orizzonti. Ha vissuto in Inghilterra ed in Olanda, dove spesso ama tornare. Ha due figlie di 12 e 15 anni alle quali è molto legata. È caparbia, determinata, poco paziente e permalosa. Adora la natura, la musica, ballare, sciare, ama la compagnia di sé stessa, così come quella delle persone a cui vuole bene. Adora sperimentare in cucina e creare nuovi piatti e ultimamente si è orientata principalmente su cibi sani, biologici e salutari. Non disdegna, però, un buon bicchiere di rosso o un prosecco. Il 12 febbraio 2021 ha coronato il sogno di una vita di pubblicare il suo romanzo di esordio, “Chela”, edito da Le Parche Edizioni...

“CHELA” di Nicoletta Fiori

Una protagonista femminile forte. Allora questo è un romanzo per le donne?

Sicuramente la componente femminile è preponderante e il personaggio vive una serie di eventi ed emozioni in cui la maggior parte delle donne può riconoscersi. Ma una cosa che negli ultimi tempi mi ha fatto un piacere immenso, è scoprire che anche molti uomini ci si sono immedesimati, soprattutto quelli appartenenti alla mia generazione… hanno potuto rivivere atmosfere e sensazioni che riconoscono proprie e luoghi da cui sono passati nella loro vita, sia in senso vero che figurato. Quindi più che definirlo un romanzo per le donne, lo definirei un romanzo per persone sensibili, nel senso meno mieloso del termine e più etimologico, cioè per persone particolarmente ricettive verso gli stimoli intellettuali e sentimentali.

“Chiedilo alla Luna” di Lisa La Rocca

“Chiedilo alla Luna” è il risultato di cinque anni più o meno intensi della mia vita, accomunati tutti da un unico principio: l’essere veri in ogni circostanza. Ci vuole coraggio nel mettere per iscritto ciò che si sente dentro e farlo senza alcun filtro, perché a volte nascondersi dietro frasi che non ci appartengono ci fa sentire più protetti, meno vulnerabili. In assenza di un interlocutore reale, al quale rivolgere i miei pensieri, la notte è diventata il mio velo con cui mi sento e mi son sentita protetta, in pace. “Chiedilo alla Luna” segna il mio processo di crescita personale attraverso la scrittura, che inizialmente si presenta acerba, scandita da quattro fasi lunari. Così come la luna diviene man mano più luminosa durante il suo ciclo, il mio modo di scrivere acquisisce maturità mediante l’applicazione di scelte stilistiche che delineano, ulteriormente, il contenuto, la forma e lo spessore delle emozioni che gli aforismi stessi racchiudono. È una raccolta di aforismi e pensieri adatta alla lettura di ragazzi e adulti, un’immersione nei miei stati d’animo nei quali spero possiate immedesimarvi… Lisa La Rocca

CHIEDILO ALLA LUNA

“Chela” romanzo di Nicoletta Fiori

Chela è una donna senza bussola, senza senso dell’orientamento, senza mappe. Chela a volte rimane immobile per tempi lunghissimi in un posto che non le piace, senza sapere il perché. A volte corre all’impazzata per sfuggire dall’ombra, per poi gettarsi nel buio pesto. Chela ama la vita, ma ha paura di non essere ricambiata. Chela ha deciso di raccontare la sua storia affinché le pagine di un libro la delimitassero e la rendessero meno scompaginata.

Nicoletta Fiori è nata a Torino il 12 marzo 1974. Vive a Torino ed è insegnante di inglese e traduttrice. Ha due figlie, un cane, una laurea in Tourism Management conseguita in Olanda. Adora leggere, scrivere, sciare, la natura, ballare e viaggiare. Ha scritto vari racconti e vinto il secondo premio per uno di essi alla Fiera del Libro di Orbassano nel 2006, oltre ad altri riconoscimenti minori. Ha redatto una grammatica e varie dispense per lo studio della lingua inglese. Questo è il suo primo romanzo.

“A settembre avevamo trovato lavoro in un help desk, in un paese della cintura di Torino. Avevo accompagnato Alex ad un colloquio per fargli da interprete e avevano assunto anche me. Serviva personale che parlasse bene le lingue e che fosse appassionato di computer. Era un lavoro estremamente discordante con la mia natura, non trovavo un senso ai protocolli e alle procedure che ci avevano spiegato nei primi giorni di formazione e l’entusiasmo con cui lo avevano fatto mi metteva di pessimo umore. Avevo accettato perché in quel momento non avevo alternative e non scorgevo altrove la possibilità di scegliere. Da quando ero tornata in Italia, avevo ripreso i contatti con tanti vecchi amici che avevo conosciuto tramite Filippo. Mi avevano perdonato per quello che ai loro occhi gli avevo fatto, era stato per il meglio ed ora lui era molto più felice che con me. Ogni volta che mi offrivano quel boccone così amaro mi sentivo obbligata a inghiottirlo…”